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Pillole

Prima della bonifica integrale degli anni trenta, l’Agro Pontino era ricco di laghi e foreste.
In effetti le paludi erano dei grandi laghi tra cui
Lago delle Tre Torri, Lago di Cisterna, Lago di Torrecchia,
Lago delle Querce. Con la bonifica questi laghi sono completamenti scomparsi. Dove non era presente la palude c’erano delle foreste dette selve tra cui la Selva di Terracina, la Selva del Circeo, la Selva di Cisterna.

Il Presidente Ciampi ha conferito la Medaglia di Bronzo ad Aprilia.

Avvenne il 24 aprile 2001 al Merito Civile con la seguente motivazione: “Situa­to in posizione strategica, durante l’ultimo conflitto mondiale fu teatro di fero­ci battaglie fra i due eserciti che se ne contendevano l’occupazione. Nonostante gli ingentissimi danni all’abitato e alle infrastrutture, la popolazione sopportò gli enormi disagi con grande spirito di sacrificio e si adoperò instancabilmen­te nella difficile opera di ricostruzione. Gennaio - giugno 1944”

 

Mostardas, comune gemellato con Aprilia, è la città natale di Menotti Garibaldi.

Non è un caso chiaramente, ma è il motivo del gemellaggio. Menotti Garibaldi è il primogenito di Giuseppe ed Anita Garibaldi. Il 22 agosto del 1903, a 63 anni, morì di malaria e fu sepolto nel mausoleo presso Carano (Aprilia).

La superficie di Aprilia è quasi uguale a quella di Milano.

177,70 Km² contro i 182,07 Km² di Milano. Non c’è chiaramente storia per quanto riguarda la densità di popolazione: 7.138 abitanti/Km² per Milano contro i soli 375 abitanti/Km² per Aprilia…Dimenticavo, la Città piu’ grande di Italia? Roma ovviamente: 1.285,30 Km² e 2.115 abitanti/Km²

Nel 1940 ad Aprilia si contavano una decina di esercizi commerciali

Di seguito alcune delle attività in questione: bar albergo ristorante Le Rondini, tabaccheria Di Clelia Ranazzi Tofani, fiaschetteria di Lorenzo Gigli, generi alimentari di Zafferino Olivieri, cartoleria Antonio Arrighi, macelleria di Quirino Cirilli, ferramenta di Alfredo Rosella, barberia di Eugenio Sonario e Guerra Ferroni, cinema Littorio diretto da Alfredo Altobelli, dopolavoro fascista gestito da Eusebio Micheletti, sartoria di Romualdo Palma, posteggio cicli di Valle Egidio, farmacia Nencini Cleto, frutteria De Zotti Amedeo, calzoleria Biasio Davi, dispensa alimentare Giulio Pazienti, cicli e meccanico Achille De Gregori.

Durante la bonifica pontina, vennero piantati numerosissimi alberi di Eucalipto.

L’eucalipto è un albero tipico australiano che assorbe acqua dal terreno, ed oggi è parte predominante nel paesaggio rurale dell’Agro Pontino. Vennero piantati per debellare la malaria che, a suo tempo, fece una vera e propria strage fra i bonificatori.

Nel territorio di Aprilia esiste un complesso sotterraneo risalente al VI secolo A.C..

Il complesso si trova presso Camilleri in zona Fossignano, è composto di tre tunnel per una lunghezza complessiva di circa 350 metri. Tali strutture venne­ro utilizzate e forse riadattate come rifugio durante i bombardamenti dell’ul­timo conflitto mondiale.

Aprilia era denominata dagli alleati “The Factory” (la fabbrica).

Durante l’ultimo conflitto mondiale, a causa del suo chiuso nucleo centrale edificato in mattoni rossi, Aprilia, vista dall’alto dei ricognitori aerei doveva sembrare, appunto, proprio una fabbrica.

L’incremento demografico di Aprilia è di circa 10.000 abitanti per de­cennio.

I dati ISTAT, infatti, dicono che nel 1951 Aprilia registrava 6.943 abitanti, nel 1961: 15.782, nel 1971 : 28.349, nel 1981 :37.807, nel 1991 : 47.037, nel 2001 : 56028, nel 2011: 73.000 circa.

Presso Carroceto sorge una chiesetta centenaria.

Giovanni Battista Borghese fece costruire questa chiesa nella sua proprietà, e nel 1697 il figlio, Marcantonio III, la fece ristrutturare in occasione dell’inaugurazione del nuovo porto di Anzio da parte del papa Innocenzo XII. Quest’ultimo è stato ospitato dai Borghese proprio duran­te il suo viaggio. L’evento è ricordato da un’incisione marmorea in latino posta sopra la porta d’ingresso della chiesa. La chiesa è dedicata a Sant’Antonio proprio in onore del nome di battesimo del papa, Antonio Pignatelli. Come altri edifici, la chiesetta fu distrutta durante la seconda guerra mondiale. La sua ricostruzione è merito degli attuali proprietari

Presso “Buon riposo” (Aprilia) si possono ammirare i resti di un’anti­chissima città Volsca.

Trattasi di Longula, inizialmente città latina, dopo essere stata occupata dai Volsci, fu riconquistata nuovamente dal console Postumio Cominio nell’anno 493 a.C. nel corso della campagna militare contro i Volsci di Anzio.

La via Nettunense esisteva anche nel XIX secolo.

La Nettunense fu resa carrozzabile nel 1850 fino a Carroceto, e nel 1851 fino a Nettuno. Nel 1928 fu asfaltata insieme alle strade cantoniere di Campo di Carne, Campoleone, Campoleone Tenuta e Casalazzara.

Casalazzara prende il nome da una torretta di origine medievale.

Questa torretta di fatto era un lazzaretto (appunto casa lazzara) dove trovava­no ospitalità dei malati messi in quarantena perché affetti da peste e malattia, oppure viandanti miseri ed emarginati. Nonostante la torre fu rasa al suolo dai tedeschi durante

L’antica via Romana (pineta Campana Nettuno) era il collegamento più frequente per raggiungere il litorale.

Inaugurata ad agosto del 2002, l’antica via romana, dal II secolo A.C., costi­tuiva il collegamento più frequente per raggiungere il litorale, da Roma fino a Torre del Padiglione. Durante l’intervento di recupero sono stati trovati reperti di 400.000 anni fa. Nella strada rimessa a nuovo è oggi possibile passeggiare attraverso un percorso delimitato da muretti e siepi con punti luce.

In origine il cuore della città di Aprilia era Piazza delle Erbe.

Nel 1937 Piazza delle Erbe era cuore commerciale della città ed era circondato da un porticato con volte a crociera. Rappresentava un punto di riferimento come mercato agricolo. Nel corso degli anni il mercato ha subito notevoli mo­dificazioni, come la tamponatura degli archi e la copertura totale, dando vita a quello che noi oggi conosciamo come mercato coperto.

Quinto Ricci era di Nettuno e non morì ad Aprilia.

Il 31 Dicembre del 1950, Quinto Ricci, alla sola età di 23 anni, moriva sul campo sportivo di Latina. La giovane ala sinistra era di Nettuno e militava nell’Aprilia grazie ad una cessione in prestito da parte dello stesso Nettuno. Durante l’incontro della quinta giornata d’andata del campionato provin­ciale, tra Latina ed Aprilia, in uno scontro di gioco, Quinto Ricci cadde a terra e, dopo ripetuti massaggi a bordo campo, fu immediatamente portato in ospedale…ma morì poco prima di arrivare. In seguito fu presa la decisione di dedicargli lo stadio d’Aprilia e collocare un cippo alla sua memoria

Durante i bombardamenti dell’ultima guerra, la statua di San Mi­chele Arcangelo rimase incredibilmente in piedi.

Realizzata da Venanzo Crocetti, la Statua di San Michele Arcangelo fu inau­gurata nel 1937 ad Aprilia. Durante la II guerra mondiale è stata trafitta da numerosi proiettili, resistendo quando l’intera città fu completamente distrut­ta. Sulla sua base di bronzo vi sono raffigurate immagini di vita dei campi e di vita religiosa. E’ il simbolo della città di Aprilia.

Il litorale pometino, prima degli anni ’50, era praticamente sconosciuto.

Il litorale pometino non era molto conosciuto fino ai primi anni cinquanta. Le cose cambiarono quando, l’11 aprile del 1953, un fatto di cronaca nera investì Torvajanica: il ritrovamento sulla spiaggia del corpo senza vita di Wilma Montesi, giovane donna romana. La vicenda, a causa presunti coinvolgimenti politici, ebbe una tale risonanza mediatica nazionale, che in ambito locale richiamò l’attenzione sul litorale, tanto da diventare meta preferita della Roma bene.

La Città dei Polli era considerata l’azienda avicola più grande d’Europa

L’azienda Arbor Acres Farm, la Città dei Polli, ebbe origine ad Aprilia agli ini­zi degli anni ’50 grazie all’imprenditore romano Armando Zaccardi. Realizza­ta grazie ai contributi della Cassa del Mezzogiorno, era considerata l’azienda avicola più grande d’Europa. Alla fine degli anni ’60 l’attività dell’azienda cessò e del complesso oggi non rimangono che i silos e la caratteristica “fonta­na dell’uovo”, ricollocata nel quartiere.

Presso Tor del Padiglione esisteva una scuola per contadini.

Nel 1933, nelle campagne di Tor Padiglione, il Sig. Trossi costruiva nella sua tenuta una scuola per contadini per l’agro Romano. L’edificio era costituito al piano terra dal vestibolo, le aule per la scuola e per l’asilo, la cucina, i gabinetti ed una palestra; al piano superiore le abitazioni per gli insegnanti e il custode. La scuola era circondata da oltre un ettaro di terreno coltivato ad uso scola­stico. Ancora oggi possiamo ammirare questo edificio passando in quelle zone.

Campo di Carne fin dall’antichità fu teatro di sanguinose guerre.

Campo di Carne fin dall’antichità fu teatro di guerre. Ma non bisogna tornare troppo indietro nel tempo per trovare questa località al centro di una delle operazioni belliche più aspre e sanguinose del secondo conflitto mondiale. Nel 1979 fu apposta una lapide al cavalcavia di Campo di Carne che recita quanto segue: “In questo luogo migliaia di uomini combatterono e morirono - battaglia di Anzio, Aprilia, Cisterna. 1944“

La località Spaccasassi prese il nome da una torre.

La torre in questione venne costruita dai conti Tusculani intorno ai secoli X e XI. Oggi, nei pressi della torre, si possono ancora notare delle botti in vetro risalenti alla fine del secolo scorso. Queste botti venivano utilizzate dal generale Menotti Garibaldi per far fermentare il vino.

Torre del Padiglione deriva da una torre semaforica.

La località Torre del Padiglione nacque alla fine dell’800 ed il nome deriva dalla torre semaforica, che venne utilizzata nel XV secolo in occasione della guerra tra il papa Sisto IV e il re di Napoli Ferdinando II d’Aragona. La torre veniva utilizzata come postazione di vedetta.

Prima della bonifica degli anni ‘30, l’Agro Pontino non era popolata dall’uomo.

L’area era paludosa e malsana ma ricca di animali e vegetazione. Nelle paludi si potevano trovare animali come il “cavaliere d’Italia”, il “cigno rosso” e la “starnazza”. Nelle acque c’erano invece molte specie di rettili e anfibi e l’ormai quasi estinta “trota di Ninfa”. Non mancavano di certo gli insetti come la “libellula”, “l’idrometra” e la “zanzara anofele”, responsabile della malaria

La bonifica integrale iniziò con l’acquisizione della proprietà Caetani.

La bonifica integrale cominciò nel 1924 con la vendita allo Stato Italiano del­la proprietà Caetani. Il territorio era di circa 20.000 ettari ed era noto come “Bacino di Piscinara”, corrispondente a gran parte degli attuali comuni di Cisterna e Latina.

La stazione di Campoleone fu inaugurata nel 1920

Sebbene le linee ferroviarie italiane passavano per quelle zone già da molto tempo pri­ma, la stazione di Campoleone fu inaugurata solo il 31 Ottobre 1920, con l’apertura della tratta direttissima Roma – Napoli. In questa zona, prima del 1920, esisteva la tratta ferroviaria Albano - Nettuno, con vaporiere a velocità media di 20 km/h, ma non vi era alcuna fermata

La stazione ferroviaria di Campo di Carne esisteva anche prima della boni­fica Pontina.

Le infrastrutture esistenti prima della bonifica erano la stazione ferroviaria di Campo­leone e le due stazioncine di Carroceto e Campo di Carne.

Nei canali dell’agro pontino furono immesse delle specie di pesci americani.

Questi pesci furono introdotti per distruggere le uova della zanzara anofele, responsa­bile della malaria. Questo fu molto utile per la riduzione della malaria ma causò una drastica riduzione di altre specie acquatiche.

Il 29 ottobre 1937 venne inaugurata Aprilia. Di seguito il discorso integrale che Benito Mussolini fece alla città

Camerati Contadini! Io comincio il mio discorso col rivolgervi una domanda: la vostra memoria è buona? (La folla risponde entusiasticamente: SI! SI!). Voi allora ricorderete che un giorno io venni qui, montai su un trattore, tracciai un perimetro e annunciai che Aprilia si sarebbe inaugurata il primo giorno dell’anno XVI dell’Era fascista. Ciò è matematicamente avvenuto e fra tutti i Comuni sorti sull’Agro Pontino io vi confesso di nutrire una sfumatura di simpatia per Aprilia, perchè Aprilia fu fondata durante il periodo della vittoriosa guerra africana, il giorno cen­tosessantesimo dell’assedio economico.(La folla urla la sua indignazione). Mi accorgo anche da questo vostro urlo che avete buona memoria. Con Aprilia siamo giunti alla quarta tappa del nostro cammino. Quando nell’aprile del 1938 avremo fondato Pomezia, che inaugureremo il primo gior­no dell’anno diciottesimo dell’Era fascista, potremo dire di avere vinto questa guerra, potremo dire di avere compiuto in appena un decennio quello che fu invano tentato durante venti secoli. C’era tra l’Italia Centrale e quella Meridionale una lacuna e dal punto di vista dell’agricoltura e dal punto di vista della popolazione. Questo vuoto è colmato. Là dove non vivevano che pochi pastori, oggi vivono 60.000 abitanti, tutti contadini, tutti fedeli alla terra, pionieri meritevoli perciò di essere posti ancora una volta all’ordine del giorno dell’intera Nazione. Quello di oggi è un rito particolarmente solenne, gioioso e pacifico. Poiché il popolo italiano desidera di essere lasciato al suo lavoro intensissimo nelle terre della Madre Patria e in quelle dell’Impero. É nell’interesse di tutti che questo lavoro non sia minimamente turbato. Poiché io conosco bene i rura­li d’Italia e so che essi sono sempre pronti a far zaino in spalla e cambiare la vanga col fucile. Desidero anche aggiungere che gli interessi dei coloni saran­no rigorosamente rispettati. Noi vogliamo, desideriamo che in un periodo di tempo il più breve possibile i coloni diventino proprietari di quella terra che essi fecondano col loro su­dore. È tenendo ferma questa solida base rurale e ostacolando lo sviluppo malsano delle grandi città che noi conserveremo i rapporti normali ed equi­librati fra le diverse classi della popolazione ed avremo sempre un popolo forte e arbitro dei suoi destini. Camerati rurali di Aprilia, di Pontinia, di Littoria e di Sabaudia! Voi potete contare sulla mia simpatia: è la simpatia di un uomo che ha l’orgoglio di dirvi che nelle sue vene scorre il sangue di autentici rurali. Benito Mussolini, 29.10.1937 Aprilia.

La fondazione di Aprilia avvenne con solo 4 fabbricati.

Erano il Comune, l’Uffìcio Postale, la Chiesa e la Casa del Fascio. In seguito si aggiunsero il Cinema Littorio e la Locanda

 

Il nome “APRILIA” non deriva solo dal mese di Aprile.

Infatti deriva anche da “Venus Aprilia”: “Venere Feconda”.

La bonifica pontina fu tentata anche nel XVI secolo.

Nel XVI secolo prese piede la formulazione di un progetto di prosciugamento della zona pontina da parte di Leonardo da Vinci. Nel progetto di Leonardo emergevano due idee: l’apertura di uno scolo al mare presso Badino, e l’apertu­ra del Rio Martino allargato e ripulito dal fango. La prima idea venne attuata da Giovanni Scotti di Como mentre l’altra rimase un desiderio fino ai tempi di Pio VI.

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